Martedì 12 Giugno 2012 è morto, nella sua patria, a Cuba, Teofilo Stevenson, famoso pugile cubano degli anni ’70, tre volte campione olimpionico. La notizia sarebbe solo triste cronaca, se non fosse che, per amore della sua patria socialista e dei valori socialisti che esprime, rifiutò negli anni ’70 ad un ingaggio di 5 milioni di dollari per combattere contro Mohamed Alì alias Cassius Clay e altre stelle del mondo professionistico del pugilato. Rifiutò di vendersi al professionismo sportivo internazionale e di lasciare la sua patria e fuggire negli USA, per l’amore e la grande considerazione che aveva dei valori del socialismo in cui credeva fermamente. Scelse di restare a Cuba, scelse la Rivoluzione e non scappò mai dalla sua amata patria. In questi giorni, in cui leggiamo sui quotidiani di calciatori professionisti milionari che si sono venduti e hanno alterato il corso dei campionati di calcio di questi ultimi anni, per guadagnare ancora più soldi, oltre a quelli che già percepiscono dalle loro squadre, una persona come il compagno Teofilo Stevenson sembra un marziano, uno che proviene da un altro pianeta. Noi pensiamo però che se ci dovrà essere un futuro migliore per noi e per i nostri figli, sono le persone come il compagno Teofilo a cui noi dobbiamo guardare e prendere di esempio, perché un grande sportivo non è solo colui che vince e che primeggia nel suo campo, ma è sopratutto chi sa prendere decisioni coraggiose nella vita e sa rinunciare a lusso e guadagni effimeri per sovrapporvi valori umani di giustizia, libertà e equità sociale. Addio Compagno Teofilo il tuo comportamento sarà di esempio per la futura società socialista che costruiremo, un esempio per tutti gli uomini veri come te, che credono nell’essere umano e non ai soldi.

Il Circolo Culturale Proletario di Genova